Legge 'Ambiente Bis' 8 ottobre 2026, n. 177 -Disposizioni urgenti per il rafforzamento delle istruttorie ambientali, la gestione dei problemi climatici, l’economia circolare e le bonifiche

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22/10/2026

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 234 dell'8 ottobre 2026 il Decreto-legge n. 177 dell'8 ottobre 2026, denominato “Ambiente Bis”, recante disposizioni urgenti per il rafforzamento delle istruttorie ambientali, la gestione dei problemi climatici, l'economia circolare e le bonifiche.

Il provvedimento introduce una serie di misure che interessano direttamente o indirettamente numerose attività produttive, con particolare riferimento alle micro e piccole imprese.

Tra gli obiettivi principali figurano la semplificazione degli adempimenti amministrativi, il miglioramento della gestione dei materiali, il rafforzamento dei principi dell'economia circolare e una maggiore efficienza delle procedure ambientali.

Confartigianato Imperia richiama l'attenzione delle imprese del territorio sulle principali novità, evidenziando gli aspetti di maggiore interesse per le diverse categorie produttive.

Terre e rocce da scavo: semplificazioni per le imprese edili e gli impiantisti

Una delle disposizioni più rilevanti riguarda la gestione delle terre e rocce da scavo, con conseguenze soprattutto per le imprese edili, gli impiantisti e le attività che operano nei cantieri.

Il decreto introduce nel D.Lgs. 152/2006 il nuovo articolo 185-ter, dedicato alla disciplina speciale delle terre e rocce da scavo qualificate come rifiuti o prodotte in cantieri puntuali.

Le principali novità riguardano:

  • Deposito temporaneo: innalzamento a 4.000 metri cubi del limite quantitativo per le terre e rocce da scavo che continuano a essere qualificate come rifiuti.

  • Rifiuti pericolosi: previsione di un limite massimo di 800 metri cubi.

  • Piccoli cantieri: introduzione di una semplificazione specifica per i cantieri che producono fino a 20 metri cubi di terre e rocce da scavo, consentendone il riutilizzo diretto nel sito di produzione.

Le disposizioni riguardano, tra gli altri, i materiali identificati dai codici dell'Elenco Europeo dei Rifiuti EER 17.05.04, relativo a terre e rocce non pericolose, ed EER 17.05.03*, relativo a terre e rocce contenenti sostanze pericolose.

Le nuove misure potrebbero favorire una gestione più semplice dei materiali provenienti dagli scavi, riducendo le incertezze interpretative e il rischio di contestazioni.

Per le piccole imprese che effettuano interventi di costruzione, manutenzione e installazione di impianti, la possibilità di riutilizzare direttamente modeste quantità di materiale nel luogo di produzione rappresenta una semplificazione potenzialmente significativa.

Resta fondamentale verificare, per ciascun intervento, la corretta qualificazione dei materiali e il rispetto delle condizioni previste dalla normativa ambientale.

Responsabilità estesa del produttore: nuove regole per i consorzi

Il decreto interviene anche sulla disciplina della responsabilità estesa del produttore, conosciuta come EPR (Extended Producer Responsibility).

Si tratta del sistema attraverso il quale i produttori sono chiamati a contribuire alla gestione dei prodotti e dei relativi rifiuti anche nelle fasi successive al loro utilizzo.

La modifica interessa l'articolo 178-ter del D.Lgs. 152/2006, attraverso l'introduzione di una nuova disposizione relativa alla governance dei consorzi.

In particolare, i rappresentanti delle imprese presenti negli organi di amministrazione dei consorzi dovranno astenersi dalle decisioni riguardanti affidamenti di servizi che potrebbero coinvolgere imprese alle quali risultano collegati.

L'obiettivo è prevenire situazioni di conflitto di interessi e garantire maggiore trasparenza nelle decisioni economiche e gestionali.

La novità interessa il sistema dei consorzi che operano nell'ambito della responsabilità estesa del produttore e si inserisce in un percorso di rafforzamento delle regole di gestione, trasparenza e controllo.

Le modifiche potrebbero inoltre incidere sul rapporto tra consorzi, produttori, gestori ambientali e pubbliche amministrazioni, anche nel contesto del dibattito sul ruolo dei sistemi consortili autonomi.

Bottiglie in plastica PET: rafforzati gli obblighi di comunicazione al CONAI

Un'altra disposizione riguarda i produttori di bottiglie in plastica PET destinate alle bevande.

Il decreto prevede un rafforzamento degli obblighi di comunicazione al CONAI, il Consorzio Nazionale Imballaggi.

I produttori interessati dovranno trasmettere annualmente:

  • I quantitativi di bottiglie in PET immessi sul mercato.

  • Le quantità di plastica riciclata utilizzate.

  • La provenienza della plastica riciclata impiegata nella produzione.

L'obiettivo è migliorare il monitoraggio dell'utilizzo di materiale riciclato, favorendo una maggiore tracciabilità delle materie prime seconde e il rispetto dei principi dell'economia circolare.

La disposizione riguarda direttamente i produttori di bottiglie in PET e non introduce, sulla base delle informazioni contenute nella circolare, un analogo obbligo generalizzato per tutte le imprese che utilizzano bottiglie o altri imballaggi in plastica.

Per le imprese interessate sarà quindi importante verificare le modalità applicative dei nuovi adempimenti e organizzare correttamente la raccolta delle informazioni richieste.

Bonifiche ambientali: tempi definiti per gli interventi sui siti contaminati

Il decreto introduce modifiche anche alle procedure riguardanti i siti contaminati.

In particolare, viene fissato un termine di 150 giorni entro il quale la Provincia deve adottare l'ordinanza nei confronti del soggetto responsabile della potenziale contaminazione.

Qualora l'amministrazione provinciale non intervenga entro il termine previsto, è contemplato l'intervento sostitutivo della Regione.

La misura mira a rendere più tempestiva l'azione amministrativa nei procedimenti relativi alla contaminazione ambientale, evitando che eventuali ritardi possano ostacolare l'individuazione dei responsabili e il successivo percorso di risanamento.

Le disposizioni possono assumere particolare rilevanza per le imprese coinvolte in procedimenti ambientali, per i proprietari e gestori di aree produttive e per gli operatori specializzati nelle attività di bonifica.

Eventi climatici e ambientali: istituito un nuovo Fondo da 11 milioni di euro annui

Il Decreto Ambiente Bis prevede inoltre l'istituzione di un Fondo investimenti destinato alla gestione di eventi imprevedibili correlati all'ambiente e al clima.

Il Fondo avrà una dotazione di 11 milioni di euro all'anno a partire dal 2027.

Le risorse saranno destinate ai Comuni per realizzare investimenti connessi a eventi ambientali imprevedibili che non raggiungono la soglia necessaria per la dichiarazione di un'emergenza di protezione civile.

Tra le situazioni espressamente considerate rientrano anche le crisi legate al ciclo dei rifiuti.

È prevista la possibilità di riconoscere contributi fino a un milione di euro per singolo evento.

La misura potrà rappresentare uno strumento di supporto per le amministrazioni locali chiamate ad affrontare criticità ambientali improvvise, con possibili benefici indiretti anche per le attività economiche presenti nei territori interessati.

Si tratta, pertanto, di risorse destinate ai Comuni e non di un contributo direttamente rivolto alle singole imprese.

Valutazioni e autorizzazioni ambientali: rafforzate le strutture pubbliche

Il provvedimento interviene infine sull'organizzazione delle strutture pubbliche competenti in materia di valutazioni e autorizzazioni ambientali.

Le misure riguardano in particolare:

  • VIA – Valutazione di Impatto Ambientale.

  • VAS – Valutazione Ambientale Strategica.

  • Procedimenti autorizzativi in materia ambientale.

È previsto un rafforzamento delle competenze e della capacità istruttoria delle commissioni tecniche ministeriali, con l'obiettivo di migliorare l'efficienza delle procedure.

Per il sistema produttivo, una maggiore capacità amministrativa può contribuire a rendere più efficace la gestione delle pratiche relative agli investimenti e agli interventi soggetti a valutazione ambientale.

Cosa cambia per le imprese della provincia di Imperia

Le novità introdotte dal Decreto Ambiente Bis interessano diversi comparti economici del territorio.

Per le imprese edili e gli impiantisti, l'attenzione è rivolta soprattutto alle nuove disposizioni sulla gestione delle terre e rocce da scavo, con possibili semplificazioni per gli interventi di dimensioni contenute.

Per le imprese coinvolte nella produzione di bottiglie in PET, assumono rilevanza gli obblighi di comunicazione relativi ai quantitativi immessi sul mercato e all'utilizzo di plastica riciclata.

Le imprese che operano nella gestione dei rifiuti, nel recupero dei materiali e nelle bonifiche ambientali sono invece interessate dalle modifiche ai sistemi di responsabilità estesa del produttore e alle procedure amministrative per i siti contaminati.

Anche le imprese appartenenti ad altri settori, comprese quelle agroalimentari, possono essere indirettamente interessate dall'evoluzione delle disposizioni in materia di imballaggi, economia circolare e gestione ambientale, pur senza essere necessariamente destinatarie dei nuovi obblighi specifici.

 

Il Decreto Ambiente Bis introduce novità che richiedono attenzione, soprattutto per le attività che operano nei cantieri, producono materiali di scarto, partecipano ai sistemi di gestione degli imballaggi o sono coinvolte in procedimenti ambientali.

Confartigianato Imperia invita le imprese a valutare le disposizioni applicabili alla propria attività, tenendo conto delle caratteristiche dei processi produttivi e degli adempimenti già previsti dalla normativa vigente.

L'Associazione è a disposizione per fornire informazioni e supporto nell'interpretazione delle principali novità ambientali.

Per informazioni e approfondimenti:

Confartigianato Imperia – Ufficio Ambiente e Sicurezza

Tel. 0183 5710916

Email: sicurezza@confartigianatoimperia.it

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