Estetica: giro di vite sulle apparecchiature elettromeccaniche

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21/07/2011

Un nuovo decreto ministeriale introduce norme precise per gli apparecchi in uso nei centri estetici della Liguria. Per Olimpio Marcello di Confartigianato Liguria:
“Con le nuove lampade, abbronzatura più lenta”

Estate: stagione di vacanze. Ma anche di cerette e di lettini solari per arrivare al top alla prova costume. Ma a chi rivolgersi per i trattamenti estetici? L'offerta su internet abbonda, per non parlare dell'intramontabile passaparola. In Liguria, le imprese artigiane, in regola, che operano nel settore dell'estetica sono circa 800, di cui 400 hanno sede a Genova. «Per non incorrere in brutte sorprese – spiega Olimpio Marcello, presidente Estetica di Confartigianato Liguria – consigliamo di rivolgersi a centri e saloni di bellezza in regola con le norme igienico-sanitarie». Dal 30 luglio scatteranno anche misure più ferree sull'utilizzo delle apparecchiature elettromeccaniche da parte degli estetisti. Vaporizzatori, stimolatori a ultrasuoni, apparecchi per massaggi, depilatori elettrici, scaldacerette, lampade, saune ed elettrostimolatori dovranno rispettare le caratteristiche tecniche stabilite dai ministeri dello Sviluppo economico e della Salute (decreto n.110/2011).

«Questo nuovo provvedimento – spiega Marcello – aggiorna la normativa che regola l'attività degli estetisti e che risale al 1990. L’emanazione del Decreto, atteso da 21 anni dalla nostra categoria, modifica sensibilmente la situazione preesistente, caratterizzata per due decenni da grande incertezza, che ha comportato interpretazioni disomogenee e spesso arbitrarie sul territorio, a discapito degli operatori del settore». Tra le novità maggiori introdotte dal decreto, il forte abbattimento dei raggi Uva delle lampade abbronzanti. «Con una sola seduta da 15 minuti – dice Marcello – non si otterrà più una tintarella evidente, che si potrà raggiungere solo sottoponendosi a un trattamento almeno tre volte più lungo rispetto a prima».

Come già la scorsa estate, anche quest'anno un'ordinanza del sottosegretario alla Salute Francesca Martini vieta i massaggi lungo i litorali. «La vera concorrenza sleale – commenta Olimpio Marcello – non sono tanto gli extracomunitari sulle spiagge, quanto chi pratica tutto l'anno abusivamente la professione. Sono molti in Liguria gli estetisti che praticano la professione a domicilio, in nero, senza rispettare le norme e mettendo a serio rischio la salute dei propri clienti, senza neppure una copertura assicurativa. Purtroppo chi pratica l'attività abusivamente, oltre a essere sconosciuto al fisco, non risulta neppure nei controlli delle Asl. Chi si rivolge a operatori abusivi risparmierà pure qualche euro, ma espone a rischi seri la propria salute».