Nei giorni scorsi si è tenuta la riunione del Tavolo Autotrasporto presso il MIMS tra la Viceministra Teresa Bellanova e le rappresentanze di categoria.
Le rivendicazioni avanzate da UNATRAS (di cui Confartigianato Trasporti detiene la Presidenza) riguardavano il tema del carburante e le principali criticità che la categoria lamenta da tempo:
- provvedimenti economici immediati per contenere gli effetti dell’impennata dell’aumento del costo del carburante;
- un meccanismo di adeguamento automatico del costo del gasolio che sia effettivamente esigibile ed immediatamente usufruibile;
- la ripubblicazione aggiornata dei valori indicativi di riferimento dei costi di esercizio dell’autotrasporto;
- l’apertura di un tavolo permanente sulle regole in cui affrontare le principali criticità del settore tra cui carenza di conducenti e l’impatto delle nuove regole comunitarie.
Nel confronto con il Governo, UNATRAS ha insistito su richieste ben circostanziate, suddivise in
- Risposta immediata, caro gasolio, valori indicativi, ecc
- Tempo di intervento a medio termine, tavolo delle regole.
La principale richiesta immediata avanzata è quella di individuare una modalità che possa compensare l’impennata senza precedenti del prezzo del gasolio alla pompa. Evidenziati gli incrementi che le imprese di autotrasporto devono sostenere per l’incremento di una voce di costo che rappresenta oltre il 30% dei costi di gestione totali, trovare la soluzione tecnicamente possibile non è proprio di immediata soluzione come qualcuno vuole fare credere.
Considerato che l'attuale credito d'imposta per rimborso accise è il massimo consentito dalle norme comunitarie, aumentare i circa 21 centesimi oggi riconosciuti agli autotrasportatori per compensare i maggiori costi sostenuti per i consumi di gasolio per autotrazione è un'operazione impossibile. Lo vieta la Direttiva 2003/1996/CE che stabilisce il quadro comunitario per la tassazione dei prodotti energetici e che, al suo Allegato II, punto 8, nel prevedere una riduzione dell’aliquota dell’accisa sul gasolio utilizzato dagli operatori del trasporto su strada, ha anche stabilito che l’imposta dovuta per accisa non può scendere sotto a euro 423,00 per mille litri di prodotto. Considerato che l’imposta di accisa complessiva attuale è di euro 0,61740/litro, sottraendo ad esso la riduzione ad oggi riconosciuta alle imprese di autotrasporto, si raggiunge già il limite di euro 0,423 al di sotto del quale non si può scendere. Quindi, nonostante ciò che si continua a sentire in giro, bisogna prendere coscienza che normativamente e politicamente è insostenibile perseguire nella richiesta di aumentare l’importo dell’accisa rimborsata trimestralmente.
Ribadita l’impossibilità di provvedere una norma sulle accise del gasolio per autotrazione, si sono ottenuti ulteriori 80 milioni di risorse economiche in aggiunta ai 240 strutturali già garantiti per il triennio 2022-24:
- credito d’imposta del 15% sul costo d’acquisto dell’Adblue (30 milioni)
- credito d’imposta del 20% sul costo di acquisto del GNL (25 milioni)
- riduzione pedaggi autostradali (20 milioni)
- deduzioni forfettarie spese non documentate (5 milioni)
Tali risorse saranno contenute nel Decreto Legge “Energia” che sta per essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Il tavolo delle regole ha l’obiettivo di trovare un’intesa soddisfacente per le parti su:
- esigibilità clausola gasolio su contratti scritti e verbali, attraverso la previsione dell’obbligatorietà di tale clausola come elemento essenziale del contratto
- costi obbligatori per i contratti verbali, con aggiornamento costante dei valori indicativi di riferimento pubblicati dal MIMS
- rafforzamento norma sui termini di pagamento, con individuazione certa di un’autorità di controllo per l’applicabilità delle sanzioni previste;
- regolamentazione efficace delle soste e delle attese al carico e scarico, con certezza della sanzione per mancato rispetto.
Il Governo ha confermato l’intenzione di finalizzare il tutto ed ha assicurato la volontà di inserire le norme nel nuovo decreto “infrastrutture” che sarà predisposto a metà marzo.
Se al termine di questi incontri non ci saranno dare risposte ritenute credibili ed utili per la categoria, Confartigianato Trasporti, insieme alle federazioni del coordinamento UNATRAS, valuterà il percorso da intraprendere e attuerà tutte le possibili azioni di autotutela nei tempi e nei modi previsti.




