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Plastica in mare, Confartigianato la legge salva mare va ampliata ai noleggiatori di natanti

03 Agosto 2020

Confartigianato appoggia la cd. legge “salva-mare”, approvata alla Camera ma ferma in Senato da febbraio scorso, per promuovere il recupero della plastica e propone di coinvolgere oltre ai pescatori i noleggi di natanti che spesso operano nelle Aree Marine Protette dei Parchi grazie a particolari autorizzazioni.

Il disegno di legge fermo in Commissione al Senato, ha pensato di coinvolgere solo gli imprenditori ittici. Come Confartigianato riteniamo sia utile, soprattutto nelle aree marine protette, come alle Cinque Terre, coinvolgere anche i noleggiatori di natanti che vivono grazie alla fruizione del nostro mare e vorrebbero impegnarsi nella tutela.

“Il problema dei rifiuti galleggianti – spiega Nicola Carozza, Responsabile categorie Confartigianato - rappresenta un tema già emerso anche nel corso degli incontri con i sindaci delle Cinque Terre e del Parco. Oggi, a parte le iniziative ecologiche, i pescatori e i noleggiatori che durante la loro attività “catturano” rifiuti, sono quasi costretti a ributtarli in acqua, perchè nel caso in cui li portino a riva per smaltirli, vengono considerati dalla legge produttori di rifiuti a tutti gli effetti e potrebbero essere multati! Una delle tante assurdità sul tema dei rifiuti.

La norma ‘Disposizioni concernenti l’impiego di unità da pesca per la raccolta dei rifiuti solidi dispersi in mare e per la tutela dell’ambiente marino’ prevede che, una volta rientrati in porto, i pescherecci coinvolti – e speriamo anche i noleggi di natante - conferiscano i rifiuti recuperati nell’isola ecologica portuale.

Stabilisce, infatti, che venga predisposto un apposito programma per l’istituzione di isole ecologiche in ciascun porto a cura dell’autorità portuale competente, nonché delle relative dotazioni infrastrutturali, necessari a garantire un idoneo servizio di conferimento e di smaltimento dei rifiuti solidi marini recuperati dal mare ai sensi della vigente normativa italiana ed europea.

“In questo modo – conclude Carozza - il servizio di smaltimento dei rifiuti solidi marini sarà effettuato senza alcun onere a carico degli imprenditori ittici e dei noleggiatori che effettuano il recupero e la consegna nell’isola ecologica, si potrebbero così organizzare anche iniziative apposite con le scuole e i più giovani volte a favorire l'educazione ambientale, un'opportunità in più anche per il Parco Nazionale delle Cinque Terre sempre attento a questo tema”.

 

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