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Riforma crisi d’impresa: colpite 300 srl artigiane liguri

01 Febbraio 2019

Le imprese subiranno aumenti di costi per almeno 1,8 milioni di euro l’anno.

Grasso (Confartigianato): «Principi condivisibili, ma nuova burocrazia e costi per centinaia di srl artigiane, le uniche da anni in espansione: +2.925% in meno di 20 anni»

«Sono almeno 300 le srl artigiane liguri che saranno obbligate a dotarsi di un collegio sindacale o del revisore e a burocratiche modifiche statutarie che costeranno, stimiamo, non meno di 1,8 milioni di euro l’anno». La denuncia è di Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria, in riferimento all’approvazione del decreto legislativo di recepimento della legge delega 155/2017, contenente l’intera riforma delle procedure fallimentari (avvenuta il 10 gennaio in Consiglio dei ministri, in attesa solo della pubblicazione in Gazzetta). Tra le novità positive, la riforma introduce anche delle modifiche al codice civile che rischiano di far perdere di vista la vera portata della legge, che è di rafforzare la cultura della gestione finanziaria delle imprese.

«Non sono servite le nostre precise richieste di delimitare con certezza l’ambito applicativo e di escludere “i piccoli” dai nuovi obblighi che, per altro, penalizzano proprio quelle imprese che sono in crescita del +2.925% in meno di 20 anni – aggiunge Grasso – Come non sono state ascoltate le nostre richieste di un periodo di transizione di 5 anni come avviene nel resto d’Europa in contrasto con i principi dello Small Business Act e contro gli impegni di semplificare la vita delle imprese».

La riforma introduce delle modifiche al codice civile che già a partire da quest’anno (dopo 30 giorni dalla pubblicazione) obbligherà molte piccole imprese a dotarsi di un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato a rilevare tempestivamente la crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale. Il primo sospetto è che l’applicazione pratica di questo diktat significhi, anche per le società di persone, sostenere nuovi costi di gestione.

Altro aspetto delicato e dagli esiti dirompenti riguarda i nuovi limiti che, superati i quali, imporranno alle srl di nominare un organo di controllo. Se per due anni consecutivi (per quest’anno i bilanci 2017 e 2018) si supererà anche solo uno dei nuovi paletti previsti dall’art. 2477 del codice civile, la società dovrà dotarsi del collegio sindacale o del revisore. In particolare, le soglie previste sono: 2 milioni di attivo patrimoniale, 2 milioni di euro di ricavi delle vendite e delle prestazioni, 10 dipendenti occupati in media durante l’esercizio. La situazione precedente indicava, oltre due soglie presenti, in 4,4 milioni l’attivo, 8,8 milioni i ricavi e 50 le unità in media nel periodo. In caso di superamento, si deve procedere alla nomina entro 9 mesi dalla data di pubblicazione del decreto. Pertanto, per le srl, i giochi sono fatti e l’ampiezza della platea interessata dipenderà soprattutto dall’esiguo numero di dipendenti previsto.

«Come troppo spesso accade, i positivi intenti del legislatore su cui si basano gli interventi normativi, si traducono in nuovi adempimenti burocratici e costi per le imprese – spiega Grasso – In questo caso, pur condividendo l’intento di creare e incentivare una gestione più oculata delle imprese, è innegabile che ciò provocherà un aumento di costi per le aziende anche di sei mila euro all’anno. Ci siamo opposti con forza all’abbassamento così drastico dei limiti dimensionali e, con proposte di emendamento, tentato di evitare che il calcolo del superamento si basasse su bilanci i cui esercizi sono ormai chiusi. Questo senza contare che i revisori, soggetti pienamente indipendenti dalla società, avranno nuovi e precisi obblighi di monitoraggio e di segnalazione di situazioni degne di allerta, anche a organismi esterni. Vista la loro responsabilità, ci si può giustamente attendere un’attività attenta e scrupolosa».

Ciliegina sulla torta, il decreto impone che le srl adeguino i propri statuti e atti costitutivi al contenuto dei nuovi articoli del codice civile riguardanti la nomina dell’organo di controllo. È d’obbligo, quindi, fare una preventiva verifica sul contenuto dei propri regolamenti societari e, se necessario, procedere alla loro modifica. Anche questo nel 2019, ossia entro 9 mesi dalla data di entrata in vigore del decreto. Il restyling imposto potrà comportare ancora spese a carico delle società per i dovuti adempimenti pubblicitari, stimabili anche in 1.000-1.500 euro.

Secondo gli ultimi dati disponibili (Infocamere, III trim. 2018), le srl artigiane liguri sono 1.755, mentre nel 2000 erano solo 58. Di queste, 501 nel manifatturiero, 814 nelle costruzioni e 440 negli altri settori. Le imprese con più di 10 dipendenti (e quindi quelle interessate alla norma) si stimano siano 299, di cui 150 nel manifatturiero, 97 nelle costruzioni e 52 negli altri settori.

«Dunque, le novità legate alla nomina dell'organo di controllo, solo considerando il limite del numero di dipendenti medio all'anno, cioè dieci, potrebbero riguardare circa 300 srl artigiane in Liguria – conclude Grasso – Con un costo annuale complessivo che potrebbe quindi aggirarsi intorno a 1,8 milioni di euro».

 

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