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L’autotrasporto proclama lo stato di agitazione per il porto di Genova. Marzo: “Superato ogni limite”

23 Novembre 2018

Le Associazioni dell’Autotrasporto liguri hanno proclamato lo stato di agitazione nel Porto di Genova. Una presa di posizione forte, assunta dopo una serie di riunioni in cui sono state evidenziate le problematiche del settore. “I motivi di questo stato di agitazione – ha spiegato Antonio Marzo (vedi foto) Presidente di Confartigianato Trasporti Imperia e Responsabile nazionale del settore container – sono riconducibili aitempi di attesa per i camion che hanno superato ogni limite di guardia e tolleranza e che si traducono in una forte perdita per le imprese di autotrasporto, che con mezzi fermi non producono risultati ma solo costi, e che ormai da anni si accollano gli oneri per disservizi generati in particolare dalla incapacità dei terminal container nel servire adeguatamente autotrasporto oltreché da una errata organizzazione della viabilità portuale e da criticità irrisolte legate al processo documentale”.

Le Associazioni dell’Autotrasporto stimano che, a causa dei gravi blocchi operativi, le imprese di autotrasporto hanno “bruciato” nel 2018 circa 25 milioni di euro. “Un anno di trattative al Tavolo dell’Autorità di Sistema non ha prodotto risultati – ha aggiunto Antonio Marzo - I tempi di attesa nei bacini portuali e nei terminal assumono le caratteristiche di un vero e proprio ‘colpo di grazia’ per un autotrasporto contenitori già in una situazione drammatica, anche per via dell’aumento dei costi del gasolio e della incapacità di ottenere da spedizionieri e compagnie marittime tariffe di servizio adeguate per garantire altresì la sicurezza sulle strade per l’intera collettività”.

E per l’autotrasporto esiste solo una risposta accettabile: “L’Autorità di Sistema Portuale deve intervenire velocemente e risolvere le attese.  In parallelo gli altri operatori devono iniziare a pagare adeguatamente i servizi di autotrasporto, smettendola di fare dumping tariffario. Nel frattempo l’Autorità Portuale deve completare immediatamente il sistema di tracciamento e certificazione delle attese in porto ed impegnarsi, superata una soglia minima di fermo macchina, ad indennizzare le Imprese di autotrasporto”.

Il 29 novembre il tavolo convocato dal Presidente dell’Autorità Portuale Paolo Emilio Signorini dovrà produrre risposte e impegni precisi nella forma di un accordo scritto tra le parti. In caso contrario le Associazioni dell’Autotrasporto unitariamente dichiareranno il fermo dei servizi di categoria.

 

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