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EDILIZIA: in Liguria picco del +3,2% nelle nascite di imprese artigiane

03 Marzo 2012

Nonostante la crisi, aumentano i titolari delle ditte di costruzioni.

Genova prima città in Italia per dinamica di imprese artigiane nel settore. Per Figoli, presidente regionale Confartigianato Costruzioni: “Un dato che rispecchia i due volti del settore: dinamicità e frammentazione”

Liguria in controtendenza rispetto al resto d'Italia nell'edilizia: qui l'artigianato nelle costruzioni è in netta crescita. Con un +3,2% (tra il terzo trimestre 2010 e lo stesso periodo del 2011) la nostra regione si attesta al primo posto (prima del Lazio e della Lombardia) per aumento di imprese artigiane attive nel campo dell'edilizia, passate dalle 17.832 del 2010 (su un totale di 23.887 imprese) alle 18.407 del 2011 (su un totale di 24.528 imprese), con un incidenza del 75% rispetto al totale. Su scala nazionale, tra il 2010 e il 2011, si è assistito, invece, a una flessione dello 0,2% della percentuale delle imprese artigiane che costituiscono il 64,4% del totale del comparto.

Oggi in Liguria, due terzi delle imprese edili sono artigiane: ad alzare la media regionale sono in particolare le province di Genova, che ha registrato un aumento dell'artigianato edile nell'ultimo anno del 5,8%, e della Spezia, con un +2,7%, rispettivamente la prima e la terza provincia in Italia per tasso di crescita. «Se da un lato questi dati ci confortano denotando la vivacità di un settore che cerca di reagire allo stato di profonda crisi – spiega Paolo Figoli, presidente regionale Confartigianato Costruzioni – dall'altro ci fa riflettere sulla crescente frammentazione del settore che comporta come conseguenza diretta la scarsa capacità di accesso al credito». Dal rapporto di Anaepa Confartigianato 2012, il settore delle costruzioni risulta ancora in piena crisi e la luce fuori dal tunnel rimane lontana. Secondo gli ultimi dati, infatti, l'attività del settore delle costruzioni nel 2011 ha subito una flessione del 3,5% su scala nazionale rispetto al 2010. Un comparto (che costituisce il 6% dell'economia nazionale) in caduta libera, su cui pesano i ritardi di pagamento da parte delle pubbliche amministrazioni (180 giorni in media contro i 65 di media Ue), la difficoltà di accesso al credito, il calo delle compravendite immobiliari e il decremento del rilascio dei permessi a costruire, dimezzati tra il 2005 e il 2009. Conseguenza naturale è l'emorragia di posti di lavoro con un calo del 5% degli occupati tra il 2010 e il 2011.

Una boccata di ossigeno viene dalle misure adottate dal Governo di mantenere le agevolazioni fiscali del 55% per il 2012 e la stabilizzazione del bonus del 36% per le ristrutturazioni edilizie. «Queste misure non risolveranno tutti i problemi del settore – dice Figoli – ma serviranno a creare qualche opportunità in più alle imprese, puntando sull’efficienza e sul risparmio energetico, sulla riduzione di CO2 e su un percorso di qualificazione del sistema produttivo e del patrimonio edilizio esistente.

Per stare al passo coi tempi, le imprese devono quindi puntare sulla qualità, ma per farlo è necessario, come chiediamo da tempo, che siano date regole chiare di accesso alla professione, una questione non ancora risolta: da circa un anno infatti è fermo in Senato il ddl sulla regolamentazione dell’attività di costruttore edile e delle attività professionali collegate».

La parcellizzazione nell'edilizia è evidente nel numero delle imprese individuali che in Liguria costituiscono l'88,7% del totale: 20.493 su un totale di 24.528, con il picco della provincia di Imperia (91,0%). Circa un quarto delle imprese individuali (4.987), poi, hanno un titolare extracomunitario, in prevalenza albanese (2.366).

 

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